PREFAZIONE
l' UOMO E' TORNATO A RIAPPROPRIARSI DEL CORPO
Si erano instaurati millenni di blocco, dal tempo dell'atletismo dell'antica Grecia e dell'armonia di corpo e spirito, fino all'oscurantismo medioevale di tutte le espressioni corporee.
Ma ecco l'uomo riscopre la filosofia che era stata nascosta dai dogmi, il dualismo spirito-materia, e appare la psicologia che studia l'inconscio e l'anima dell'uomo.
Il principio base e l'archetipo di evoluzione, conosciuto fin dal 1.000 a.C. nei testi Veda dell'India (Brhadaranyaka Upanisad) era stato nascosto dai dogmi, che regolamentavano la vita del tempo. Con la codificazione del Diritto romano e lo studio della filosofia, i dogmi divengono desueti.
Il principio di evoluzione viene riscoperto, confermato e, nella scienza moderna viene ulteriormente riconfermato con facili esperimenti di genetica.
Il DNA di tutte le forme, si è visto che è quasi identico, e sono sufficienti la facile trasformazione anche di uno solo dei geni del DNA, per dimostrare l'evoluzionismo.
Appare la bioenergetica.
Rinasce la danza e diviene danza moderna, fuori dagli schemi imposti dal classicismo.
Si riscopre il corpo.
Con le moderne discipline corporee, il corpo, represso e umiliato per millenni, si riscopre.
Si riscopre il millenario Yoga. Il corpo ritorna espressione di unione con mente e spirito.
HATHA YOGA
Dopo miglialia di anni di filosofia orientale e yoga e cioè dopo i testi Veda, le Upanishad, lo Shiva Samhita e tanti altri ecco rivelarsi il vero insegnamento: l' Hatha Yoga.
Gli yogi si rivelano e ci donano infine gli strumenti per applicare e concretizzare i massimi princìpi di perfezione e di liberazione dalla sofferenza e dal limite della materia.
Appaiono così l' Hathayoga-pratipika di Svatmarama Yogindra nel XV sec. d.C., la Gheranda-Samhita di Gheranda nel XVII sec ed altri testi.
Asana
vuol dire mantenimento, allineamento, dalla radice sanscrita as: stare, allineare.
Asana è pertanto creare una unità con l'esistenza, ritornare all'unità originaria.
Asana è pertanto creare una unità con l'esistenza, ritornare all'unità originaria.
Come praticare le asana?
Ogni asana va rallentata, con molti respiri, suddivisi lungo l’asana, al centro, ai lati, in alto, in basso: in questi momenti è importante la consapevolezza del corpo nei movimenti che si effettuano e di come si sposta il respiro.
Ogni asana va rallentata, con molti respiri, suddivisi lungo l’asana, al centro, ai lati, in alto, in basso: in questi momenti è importante la consapevolezza del corpo nei movimenti che si effettuano e di come si sposta il respiro.
L’asana, quindi, va tenuta in immobilità per almeno tre minuti. I muscoli infatti hanno bisogno di tempo per allungarsi e ottenere un qualche beneficio con la decontrazione. In questo momento cioè, si hanno i benefici.
LO SCAMBIO DI ENERGIA NELLE ASANA IN PIEDI
Il grounding bioenergetico
Il contatto del suolo unifica e integra gli aspetti divisi e mancanti dell’energia. Infatti si scambia energia con l'intelligenza della terra, il nostro primo tramite per quanto riguarda la donazione della vita umana.
Una camminata integra l’energia levando la stanchezza, migliora l’area di interazione con la realtà.
Si consiglia di praticare lo Yoga a piedi nudi su di una coperta di lana o cotone, o sull’erba.
Si consiglia di camminare lungo la battigia delle spiagge. Si ha il contatto con i cinque elementi: la terra, l’aria (vento), il fuoco (sole), l’acqua (mare) e l’ energia dell’etere, con una risultante di potenza anche cento volte superiore alla media.
Lo Yoga in piedi:
- è il relazionarsi armonico dell’uomo con la terra e con lo spazio e quindi con la vita.
- stimola l’armonia del corpo con l’armonia delle posizioni, il movimento e le onde vibratorie armoniche del ritmo
- è lo strumento-mezzo-medium-ponte, per risposta psico-corporea, di integrazione e armonia di corpo e mente.
Da qui, il radicamento tra lo spazio e la terra avviene con le asana, tramite la sincronicità del movimento e del respiro, nello spazio e in terra (la forza di gravità).
La terra ha un’energia immensa e può riequilibrare la nostra energia, oltre che darci da vivere.
A piedi nudi, si cede la tensione negativa, allora il corpo può caricarsi di nuova energia ed equilibrarsi, si attua cioè la ginnastica energetica del corpo, del respiro e della mente, e in definitiva, lo scambio di energia.
A tal fine sono importanti anche le asana ritmate dai canti dei mantra.
Il contatto del suolo unifica e integra gli aspetti divisi e mancanti dell’energia. Infatti si scambia energia con l'intelligenza della terra, il nostro primo tramite per quanto riguarda la donazione della vita umana.
Una camminata integra l’energia levando la stanchezza, migliora l’area di interazione con la realtà.
Si consiglia di praticare lo Yoga a piedi nudi su di una coperta di lana o cotone, o sull’erba.
Si consiglia di camminare lungo la battigia delle spiagge. Si ha il contatto con i cinque elementi: la terra, l’aria (vento), il fuoco (sole), l’acqua (mare) e l’ energia dell’etere, con una risultante di potenza anche cento volte superiore alla media.
Lo Yoga in piedi:
- è il relazionarsi armonico dell’uomo con la terra e con lo spazio e quindi con la vita.
- stimola l’armonia del corpo con l’armonia delle posizioni, il movimento e le onde vibratorie armoniche del ritmo
- è lo strumento-mezzo-medium-ponte, per risposta psico-corporea, di integrazione e armonia di corpo e mente.
Da qui, il radicamento tra lo spazio e la terra avviene con le asana, tramite la sincronicità del movimento e del respiro, nello spazio e in terra (la forza di gravità).
La terra ha un’energia immensa e può riequilibrare la nostra energia, oltre che darci da vivere.
A piedi nudi, si cede la tensione negativa, allora il corpo può caricarsi di nuova energia ed equilibrarsi, si attua cioè la ginnastica energetica del corpo, del respiro e della mente, e in definitiva, lo scambio di energia.
A tal fine sono importanti anche le asana ritmate dai canti dei mantra.
OTTO ASANA IN PIEDI PER IL MATTINO
In piedi, con le gambe divaricate di 30 cm, piedi paralleli, apriamo le braccia orizzontali, espirando portiamo le mani alle spalle.
Fase 1: inspirando portiamo le braccia in alto con le mani unite e le braccia ben tese, effettuiamo tre respiri, flettiamo il busto in avanti, portandole mani alle ginocchia, effettuiamo tre respiri. Poi riportiamo le braccia in alto tenendo la posizione per tre respiri.
Ripetiamo la posizione per tre volte.
Abbassiamo le braccia e ci rilassiamo.
Ripetiamo la posizione per tre volte.
Fase 2: ripetiamo la posizione in alto con i palmi incrociati e girati, portando la consapevolezza ai polsi ad angolo retto.
In tal modo:
- impostiamo il bilanciamento, l’allineamento e la verticalità delle posture in piedi
- tonifichiamo e decongestioniamo le muscolature del torace, delle spalle e della nuca
- fortifichiamo l’articolazione lombare.
Asana n° 26
L’arco in piedi indietro
Risveglio dei chakra
L’arco in piedi indietro
Risveglio dei chakra
Ci rilassiamo abbassando le braccia.
Ripetiamo la posizione per tre volte.
E’ importante non forzare la muscolatura lombare, incurvando prevalentemente la parte dorsale superiore.
In tal modo:
la posizione tende a impostare l’allineamento e la verticalità della postura in piedi, a correggere e anche ad eliminare gli incurvamenti e le deformazioni della colonna vertebrale.
Portiamo la consapevolezza alle braccia, nell’allungamento muscolare in due direzioni:
- dal gomito verso le mani
- dal gomito verso le spalle
In tal modo sentiamo di acquisire forza.
Fase 2
Risveglio dei chakra
Per sollecitare le sette regioni corporee dei chakra, eseguiamo per sette volte l’arco e stimoliamo la muscolatura e gli organi corrispondenti di ogni chakra, adoperando ogni volta le vibrazioni di alcune sillabe seme corrispondenti ai chakra, tramite la vocalizzazione del mantra-suono.
Dal basso verso l’alto:
lam-muladhara, vam-svadisthana, ram-manipura, yam-anahata, ham-vishuddhi, om-ajna, m-sahasrara.
E’ importante la consapevolezza di quanto si sta praticando, per visualizzarne il contenuto, durante la pratica.
A tal fine è necessario la conoscenza approfondita del vol.III cap. IV.
Ripetiamo la posizione per tre volte.
E’ importante non forzare la muscolatura lombare, incurvando prevalentemente la parte dorsale superiore.
In tal modo:
la posizione tende a impostare l’allineamento e la verticalità della postura in piedi, a correggere e anche ad eliminare gli incurvamenti e le deformazioni della colonna vertebrale.
Portiamo la consapevolezza alle braccia, nell’allungamento muscolare in due direzioni:
- dal gomito verso le mani
- dal gomito verso le spalle
In tal modo sentiamo di acquisire forza.
Fase 2
Risveglio dei chakra
Per sollecitare le sette regioni corporee dei chakra, eseguiamo per sette volte l’arco e stimoliamo la muscolatura e gli organi corrispondenti di ogni chakra, adoperando ogni volta le vibrazioni di alcune sillabe seme corrispondenti ai chakra, tramite la vocalizzazione del mantra-suono.
Dal basso verso l’alto:
lam-muladhara, vam-svadisthana, ram-manipura, yam-anahata, ham-vishuddhi, om-ajna, m-sahasrara.
E’ importante la consapevolezza di quanto si sta praticando, per visualizzarne il contenuto, durante la pratica.
A tal fine è necessario la conoscenza approfondita del vol.III cap. IV.
Asana n° 27
Rotazioni per le spalle
Rotazioni per le spalle

In piedi, con le gambe divaricate, i piedi alla distanza di cm 30 apriamo le braccia di lato
Fase 1
Pieghiamo in alto ad angolo il braccio destro e in basso il braccio sinistro, alternando i movimenti.
Fase 2
Ruotiamo prima la spalla destra inspirando in avanti ed espirando dietro con il corpo oscillante anche sui talloni per cinque respiri, invertiamo il movimento della stessa spalla per cinque respiri.
Simmetricamente effettuiamo gli stessi movimenti con l’altra spalla.
Fase 3
Ruotiamo le spalle ambedue insieme in ambo i versi prima in avanti e poi verso dietro.
Fase 4
Alziamo il braccio destro, e portiamo il dorso della mano destra dietro le spalle, abbassiamo il braccio sinistro e portiamo il dorso della mano sinistra ad agganciare le dita dell’altra mano, e teniamo per tre minuti. Eventualmente possiamo aiutarci da seduti, spingendo il gomito flesso dietro contro lo schienale della sedia.
Egualmente dall’altro lato.
Fase 5
Ruotiamo ambo le braccia, per tre minuti
Ci rilassiamo, abbassando le braccia.
Asana n° 28
Gli arcieri
Pranayama di potenza: kapalabhati e bhastrika
Gli arcieri
Pranayama di potenza: kapalabhati e bhastrika

Fase 1
In piedi a pugni chiusi al petto, divarichiamo le gambe, giriamo il piede destro, pieghiamo il ginocchio destro, con il braccio destro obliquo alziamo l’arco, con il braccio sinistro tendiamo la corda e scocchiamo la freccia.
Effettuiamo la posizione per tre volte.
Simmetricamente ripetiamo la posizione al lato sinistro per tre volte.
Fase 2
In piedi divarichiamo le gambe, ruotiamo il busto a destra portando consapevolezza al fianco sinistro che ruota in dentro e al fianco destro che ruota in fuori.Pieghiamo la gamba destra, poggiamo il gomito destro sulla coscia destra e ruotiamo il braccio sinistro sopra la testa verso destra, e teniamo per cinque respiri.
E’ importante che le costole vadano verso l’avanti.
Simmetricamente ripetiamo la posizione sul lato sinistro.
Nello svolgere le due fasi, portiamo la consapevolezza alle braccia, nell’allungamento muscolare in due direzioni:
- dal gomito verso le mani
- dal gomito verso le spalle
In tal modo sentiamo di acquisire forza.
In tal modo:
per risposta psico-corporea, rafforziamo la volontà e l’equilibrio corpo-mente.
Lo Yoga infatti agisce sulla coscienza nelle sue quattro funzioni principali: il pensiero-conoscenza jnana, il sentimento-emozione bhakti, la sensazione-istinto hatha e l’intuizione-illuminazione raja.
Mito dello Yoga:
leggiamo i testi della rivelazione Yoga, I Veda dell’India, migliaia di libri con circa quattrocentomila versi!
Manduka Upanishad cap. II, pgf. III, vs.3:
“Avendo afferrato come un arco quella grande arma che è l’arcano insegnamento (le upanishad), incocca in esso la freccia acuita dalla meditazione; avendolo tratto, mediante lo spirito concentrato nella meditazione dell’essere, riconosci questo indefettibile come il bersaglio da colpire, o mio caro”.
Variazione con tecnica di respirazione kapalabhati:
a piedi uniti con mani sui glutei, respirazioni a raffiche, muovendo solo l’addome.
Variazione con tecnica di respirazione bhastrika:
con mani ai lati del torace, respirazionei a raffiche , muovendo torace e addome
Benefici: potenziamento dell’energia psico-fisica
Asana n° 29
Il gabbiano bhegasana, l’airone, la colomba
Il gabbiano bhegasana, l’airone, la colomba

Fase 1
In piedi divarichiamo le gambe, apriamo le braccia di lato, uniamo i dorsi delle mani in alto, espirando li portiamo a terra e ci accovacciamo nella posizione della rana oscillando ai lati con le gambe, poi tendiamo le braccia con gli indici nella posizione dell’airone, teniamo per cinque respiri.
Fase 2
Tendiamo di nuovo le gambe divaricate, portiamo le mani al piede destro, poi pieghiamo un po’ le gambe scendendo al centro, portiamo le mani al piede sinistro, poi le braccia indietro nella posizione della colomba.
Fase 3
Torniamo su, apriamo le braccia orizzontali e espirando pieghiamo il busto a squadra, per cinque volte.
In tal modo:
- si effettua l’impostazione corretta della respirazione, nella fase delle espirazioni, si ha un vero svuotamento dell’aria, e questo determina l’ampiezza corretta delle inspirazioni seguenti;
Inoltre il movimento alternato del tronco:
- fortifica la muscolatura lombare, combattendo efficacemente il colpo della strega,
- stimola le radici del rachide e del simpatico rachidiano, con benefici effetti sugli organi del basso ventre e sessuali.
Asana n° 30
Le lune, chandra
Le lune, chandra

Fase 1
In piedi, con i piedi alla distanza di cm 10, alziamo il braccio sinistro sopra la testa, lo portiamo verso destra, pieghiamo il busto verso destra, tenendo le costole verso l’avanti, poi teniamo la posizione per cinque respiri.
Simmetricamente ripetiamo la posizione dall’altro lato sinistro.
Fase 2
Ora apriamo le braccia orizzontali, portiamo le braccia tese in alto, uniamo i palmi delle mani, incrociamo le dita e giriamo i palmi verso l’alto, portiamo la consapevolezza ai polsi ad angolo retto.
Oscilliamo ai lati per dieci respiri, teniamo al centro, poi ci rilassiamo.
Fase 3
Ora apriamo le braccia orizzontali, alziamo il braccio destro, portiamo il busto verso destra, tenendo le costole verso l’avanti, abbassiamo il braccio destro sulla gamba destra, teniamo per cinque respiri.
Poi simmetricamente ripetiamo dall’altro lato
BENEFICI
In tal modo:
impostiamo il bilanciamento, l’allineamento e la verticalità delle posture in piedi.
L’alternanza dei movimenti, interviene sulla circolazione sanguigna, decongestiona o comprime stimolando l’intestino, il fegato a sinistra e il pancreas e la cistifellea a destra.
Per quanto riguarda il sistema nervoso, ad ogni vertebra stimolata dalle torsioni, corrispondono stimoli degli organi innervati.
Questi principi valgono in genere, per tutte le torsioni di lato e le flessioni in avanti quali: triangoli, angoli, arcieri di lato, saluto al sole.
Asana n° 31
I triangoli e gli angoli di lato
I triangoli e gli angoli di lato

I triangoli sono fonti di benefici immensi, sopratutto per la correzione dell'allineamento della spina dorsale.
Ad esempio se, come gran parte di noi, abbiamo una leggera curva della spina dorsale a destra o scoliosi, possiamo intervenire correggendo l'accentuarsi della curva con la gobba della C a destra, compensando e tenendo il triangolo prevalentemente a destra. Questo vale anche se vi è contemporaneamente anche una leggera scoliosi o curvatura lombare a sinistra.
Fase 1
In piedi divarichiamo le gambe, giriamo il piede destro, apriamo le braccia orizzontali, inspirando ruotiamo il corpo a destra, con le braccia orizzontali ci tendiamo bene verso il braccio teso a destra.
Poi alziamo il braccio sinistro e portiamo la mano destra al piede destro, tenendo le costole verso l’avanti, e le braccia devono formare una linea retta. Teniamo la posizione per cinque respiri, poi torniamo su e ci rilassiamo.
Simmetricamente ripetiamo la posizione su l’altro lato sinistro.
Fase 2
In piedi divarichiamo le gambe, portiamo la mano sinistra al piede destro, il braccio destro è in alto, le braccia devono formare una linea retta, teniamo per cinque respiri, poi ci rilassiamo in piedi.
Simmetricamente effettuiamo la stessa posizione dall’altro lato sinistro.
Controindicazioni: in caso di scoliosi laterale, è opportuno praticare le torsioni in modo più frequente dalla parte opposta alla deviazione.
In tal modo:
- la mobilità del tronco regolarizza la respirazione toracica e clavicolare
- si correggono le deviazioni della colonna vertebrale
- si tonificano l’intestino, i nervi del colon e dell’apparato genitale.
Fase 3
In piedi divarichiamo le gambe, giriamo il piede destro, ruotiamo il busto a destra portando consapevolezza al fianco sinistro che ruota in dentro e al fianco destro che ruota in fuori,portiamo la mano destra al lato esterno del piede destro, tenendo le costole verso l’avanti, ruotiamo il braccio sinistro teso verso destra, teniamo la posizione per cinque respiri, poi veniamo su e ci rilassiamo.
Simmetricamente ripetiamo la posizione dall’altro lato sinistro.
Portiamo la consapevolezza alle braccia, nell’allungamento muscolare in due direzioni:
- dal gomito verso le mani
- dal gomito verso le spalle
In tal modo:
- tonifichiamo e decongestioniamo le muscolature del torace, delle spalle e della nuca;
- fortifichiamo l’articolazione coxo-femorale.
- Valgono i benefici enunciati per le lune e le torsioni in genere, vedi asana precedente n.30.
Mitologia dei triangoli
Le tre linee a-ka-tha del triangolo, rappresentano le 50 lettere dell’alfabeto sanscrito, i suoni alfabetici con cui avviene la creazione della realtà. (Paduka Panchaka vs 2)
La punta del triangolo rappresenta l’efflorescenza della forza universale che equilibra i continui dualismi.
Asana 32
il rilassamento finale in shavasana
e la meditazione
Si adopera per rimuovere le tensioni muscolari e psichiche rimaste dalla pratica effettuata e che ostacolano la circolazione finale dell’energia.
Il tempo di durata è di almeno dieci minuti.
Sentite quando inspirate che la spina si allunga, quando espirate sentite che la spina si rilassa e l’energia si diffonde per il corpo.
Sentite il contatto con il suolo, sentite e rilassate ogni parte del corpo, partendo dai piedi e andando verso la testa
Il tempo di durata è di almeno dieci minuti.
Sentite quando inspirate che la spina si allunga, quando espirate sentite che la spina si rilassa e l’energia si diffonde per il corpo.
Sentite il contatto con il suolo, sentite e rilassate ogni parte del corpo, partendo dai piedi e andando verso la testa

